mercoledì 6 giugno 2012
La gente mi parla ed io, io è come se non comprendessi davvero.
Una parola, una sola parola da sola può valerne altre mille e mille ancora. Sfumature, intonazioni, e pseudonimi fuorvianti: il linguaggio vocale non è mai chiaro.
Un' semplice periodo potrebbe rappresentare inaspettatamente il più intricato dei tranelli. In fondo era proprio su questo che gli antichi Romani basavano le loro commedie, il cosiddetto misunderstending, fraintendimento. Anche la più chiara delle frasi, fatta con la più onesta ed onorabile delle premesse di sincerità, per colui che ascolta potrebbe sembrare ambigua. Parole, lettere, regole, eccezioni. Alcuni sostengono che sia la capacità di calcolo l'abilità più complessa che l'essere umano potesse sviluppare nel corso del tempo, io sostengo invece, che la capacità di linguaggio sia infinitamente più pragmatica.
Pensateci, uno studioso potrebbe studiare una lingua per mesi, anni, decadi o -se mai gli fosse possibile- anche secoli eppure mai e poi mai potrà affermare di averne colto ogni singolo aspetto. La lingua è quanto di più complesso i nostri antenati ci potessero lasciare in eredità. Essa si evolve da sola. Persino chi ne inventa una, dopo un po', non può che scoprirsi sorpreso della sua evoluzione. Il linguaggio è come un bambino, nasce, cresce e poi va per la sua strada sinché persino i suoi parenti più prossimi, al suo ritorno, non riusciranno a riconoscerne ogni singolo aspetto.
La musica invece è molto più facile nella sua intrinseca complessità. Non perché anch'essa non si evolva, non cresca e non diventi estranea al suo creatore ad un dato punto, bensì perché la musica è nata prima della vita, dell'uomo e della terra stessa. La musica è nel nostro animo, io credo che l'anima sia un canto melodioso che si deteriora o si ravviva a seconda dei nostri atti, non semplice energia vitale. Ecco perché la musica è più facile, lei musica non ha bisogno di spiegazioni, quando la si ascolta, la si capisce, sempre. Magari a volte è il nostro inconscio a comprenderla, spesso silenziosamente, per poi poterla riproporre sotto altre forme quali la crescita personale e dell'intelletto o l'emozione intensa e spontanea.
Io credo che le corde della nostra anima vibrino e si armonizzino ciascuna in modo diverso. secondo la propria attitudine ecco perché spesso la musica unisce, ma divide anche.
Ecco, probabilmente questo discorso vi risulterà inutile e ridondante, ma me stessa aveva un gran bisogno di far capire a me stessa, nero su bianco, perché ogni qual volta lei ascoltasse determinate melodie, le corde del suo cuore cominciassero a vibrare melodiosamente, la sua mente si appannasse, le lacrime le accarezzassero, copiose, il viso ed i suoi occhi non fossero più in grado di mostrarle questa realtà con gli stessi occhi attraverso i quali la stessa veniva percepita dal resto del popolo.
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