lunedì 3 settembre 2012

Primavera - Ludovico Einaudi

La peste dell'anima.

Vorrei che in me ci fosse qualcosa di buono.
Sono una sciocca, una fragile idiota che si difende pateticamente con parole affilate come pugnali e avvelenate dall'odio stagnante che per anni mi ha divorata e continua a divorarmi.
Io davvero non capisco, qual è il mio dannatissimo scopo su questa terra?
Divorare il cuore di tutti coloro che provano ad amarmi?
Sono completamente inutile, marcia, dannosa per il prossimo, anche se tutti si ostinano a sostenere il contrario.
Sono altruisti ed è questa la loro maledizione.
Dio, se solo potessi esprimere un desiderio sarebbe quello di far cadere la mia esistenza nell'oblio più nero, così facendo potrei lasciarmi morire in pace, senza far soffrire nessuno.
Non sono talentuosa, non sono promettente, non sono nemmeno bella.
Nella mia vita non combinerò nulla e mi detesterò sempre più e più, finché non mi scoppierà il cuore di odio e rabbia.
Dio sa quale molesta e crudele punizione io sia per il genere umano tutto.
Non merito di vivere, sopprimetemi, uccidetemi, ammazzatemi, non lasciate che il mio morbo si diffonda e vi contagi.
Io sono la peste dell'anima, sterminatemi prima che sia troppo tardi.