sabato 28 aprile 2012
La logica del tutto sta nella sua totale e disconnessa illogicità.
Sono supponente se credo che lui non possa comprendermi?
Pecco forse di superbia pensando che lui non sia in grado di sorreggere o condividere il peso della mia anima?
Sono tutti così felici per me: Mi incoraggiano, mi sostengono e forse dovrei ascoltarli, dovrei gettarmi in questo pozzo oscuro, incerto e confuso quale è la relazione tra due esseri umani, senza pensarci troppo, devo 'seguire il cuore', mi dicono.
Il cuore, eh?
So che verso sinistra, vicino al polmone tra i due più piccolo, compresso da una bianca e robusta cassa toracica, sovrastato da diversi strati di cute, di cui l'ultimo inquietantemente lunare, c'è un organo palpitante e passionale. So che senza di esso non potrei vivere, so che egli pompa sangue in ogni dove, ma non sono sicura che anche consigliarmi sia compito suo, ruolo che invece sono certa appartenga alla mia elettrica mente bipolare.
Il senso di questo ragionamento risiede nell'impossibilità, da parte mia, di completarlo.
Il mio spirito è stato dimezzato e la metà mancante è stata asportata e donata a qualcuno a cui io sono destinata ad unirmi. Quando riuscirò a porre rimedio a questa questione, significherà che le due metà sono state riunite. Si può sopravvivere con una sola metà d'anima, ma non si può vivere.
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