Io credo di sì.
Se io morissi, tutto sarebbe diverso.
Io non merito tutto questo e certo non merito di meglio.
Sono quella persona disgustosa, dall'anima rifatta in superficie ma marcia dentro. Sono come Dorian Gray, il quadro che mi vede protagonista, non è altro che carne putrescente, sadismo e violenza.
La verità è che voi mi odiate, anche se non ne siete ancora coscienti, voi mi odiate e mi odierete per sempre.
La mia unica salvezza è la morte e la mia dannazione è la codardia. Sono maledetta e allo stesso tempo una maledizione per coloro che mi stanno accanto.
La verità è che non esiste inferno dopo la morte, perché questa vita è un inferno. Un placido inferno fatto di illusioni e di omicidi del cuore. Chi viene assunto è stato purificato, ma chi resta è ancora dannato, in un modo o nell'altro.
Anche il più ricco e apparentemente felice degli uomini è un dannato, prigioniero della propria mente, delle proprie ossessioni, dei propri vizi.
Siamo tutti prigionieri ed il suicidio è la nostra rivoluzione.
mercoledì 22 agosto 2012
mercoledì 6 giugno 2012
La gente mi parla ed io, io è come se non comprendessi davvero.
Una parola, una sola parola da sola può valerne altre mille e mille ancora. Sfumature, intonazioni, e pseudonimi fuorvianti: il linguaggio vocale non è mai chiaro.
Un' semplice periodo potrebbe rappresentare inaspettatamente il più intricato dei tranelli. In fondo era proprio su questo che gli antichi Romani basavano le loro commedie, il cosiddetto misunderstending, fraintendimento. Anche la più chiara delle frasi, fatta con la più onesta ed onorabile delle premesse di sincerità, per colui che ascolta potrebbe sembrare ambigua. Parole, lettere, regole, eccezioni. Alcuni sostengono che sia la capacità di calcolo l'abilità più complessa che l'essere umano potesse sviluppare nel corso del tempo, io sostengo invece, che la capacità di linguaggio sia infinitamente più pragmatica.
Pensateci, uno studioso potrebbe studiare una lingua per mesi, anni, decadi o -se mai gli fosse possibile- anche secoli eppure mai e poi mai potrà affermare di averne colto ogni singolo aspetto. La lingua è quanto di più complesso i nostri antenati ci potessero lasciare in eredità. Essa si evolve da sola. Persino chi ne inventa una, dopo un po', non può che scoprirsi sorpreso della sua evoluzione. Il linguaggio è come un bambino, nasce, cresce e poi va per la sua strada sinché persino i suoi parenti più prossimi, al suo ritorno, non riusciranno a riconoscerne ogni singolo aspetto.
La musica invece è molto più facile nella sua intrinseca complessità. Non perché anch'essa non si evolva, non cresca e non diventi estranea al suo creatore ad un dato punto, bensì perché la musica è nata prima della vita, dell'uomo e della terra stessa. La musica è nel nostro animo, io credo che l'anima sia un canto melodioso che si deteriora o si ravviva a seconda dei nostri atti, non semplice energia vitale. Ecco perché la musica è più facile, lei musica non ha bisogno di spiegazioni, quando la si ascolta, la si capisce, sempre. Magari a volte è il nostro inconscio a comprenderla, spesso silenziosamente, per poi poterla riproporre sotto altre forme quali la crescita personale e dell'intelletto o l'emozione intensa e spontanea.
Io credo che le corde della nostra anima vibrino e si armonizzino ciascuna in modo diverso. secondo la propria attitudine ecco perché spesso la musica unisce, ma divide anche.
Ecco, probabilmente questo discorso vi risulterà inutile e ridondante, ma me stessa aveva un gran bisogno di far capire a me stessa, nero su bianco, perché ogni qual volta lei ascoltasse determinate melodie, le corde del suo cuore cominciassero a vibrare melodiosamente, la sua mente si appannasse, le lacrime le accarezzassero, copiose, il viso ed i suoi occhi non fossero più in grado di mostrarle questa realtà con gli stessi occhi attraverso i quali la stessa veniva percepita dal resto del popolo.
domenica 27 maggio 2012
lunedì 21 maggio 2012
Warrior Concerto.
Sono un lupo.
Mordo.
Quando l'ira si impossessa di me, i mie connotati si contorcono divenendo una smorfia sadica e crudele.
Sono un lupo.
Mordo.
Quando l'ira si impossessa di me, le mie mani non rispondono più, agiscono.
Sono un lupo.
Mordo.
Quando l'ira si impossessa di me, la forza trascende il mio corpo.
Sono un lupo.
Uccido.
Quando l'ira si impossessa di me, non v'è pietà alcuna.
Le persone sono il mio branco e io sono la pseudo reietta ritornante, amata, odiata, trascurata e ricoperta di attenzioni. Li cerco quando mi serve, li odio quando non mi sono più utili.
Sono una guerriera che si lascia andare tra le braccia di coloro che la amano prima di caricarsi d'odio e partire per la guerra.
Mordo.
Quando l'ira si impossessa di me, i mie connotati si contorcono divenendo una smorfia sadica e crudele.
Sono un lupo.
Mordo.
Quando l'ira si impossessa di me, le mie mani non rispondono più, agiscono.
Sono un lupo.
Mordo.
Quando l'ira si impossessa di me, la forza trascende il mio corpo.
Sono un lupo.
Uccido.
Quando l'ira si impossessa di me, non v'è pietà alcuna.
Le persone sono il mio branco e io sono la pseudo reietta ritornante, amata, odiata, trascurata e ricoperta di attenzioni. Li cerco quando mi serve, li odio quando non mi sono più utili.
Sono una guerriera che si lascia andare tra le braccia di coloro che la amano prima di caricarsi d'odio e partire per la guerra.
sabato 5 maggio 2012
La poesia.
Io penso che analizzare una poesia dal solo punto di vista tecnico, sia come svelare i trucchi di un illusionista senza il suo permesso, per poi assistere ad un suo spettacolo. Non v'è più l'incanto e la magia scompare.
domenica 29 aprile 2012
Come dovrei chiamarla, io, questa 'cosa' detta Amore?
Chi, come me, non l’ha mai sperimentato, questo problema se l’è posto almeno una volta.
Immedesimativi in una persona che non possiede cognizione di questo elemento, che ogni giorno viene bombardata di messaggi d’amore - ipocriti o meno che siano- attraverso poesie, testi musicali, pellicole cinematografiche o libri, ognuno dei quali affronta il tema in maniera differente. A questo punto, provate ad immaginare il caos presente nella mente di chi confusamente poi si chiede ‘Cos’è l’amore?’ e timidamente cerca di rispondersi non rispondendosi affatto, andando in cerca di una sorta di definizione secondo parametri freddi e rigorosi che probabilmente non potrebbero mai definire l’Amore.
Se fosse una reazione che avviene sul piano fisico, allora sarebbe una sensazione, se avvenisse al livello psicologico invece, diverrebbe un sentimento. Se fosse ambedue le cose, beh, in quel caso sarebbe un’ emozione e se non fosse niente di tutto ciò, allora non sarebbe altro che un’esperienza.
sabato 28 aprile 2012
La logica del tutto sta nella sua totale e disconnessa illogicità.
Sono supponente se credo che lui non possa comprendermi?
Pecco forse di superbia pensando che lui non sia in grado di sorreggere o condividere il peso della mia anima?
Sono tutti così felici per me: Mi incoraggiano, mi sostengono e forse dovrei ascoltarli, dovrei gettarmi in questo pozzo oscuro, incerto e confuso quale è la relazione tra due esseri umani, senza pensarci troppo, devo 'seguire il cuore', mi dicono.
Il cuore, eh?
So che verso sinistra, vicino al polmone tra i due più piccolo, compresso da una bianca e robusta cassa toracica, sovrastato da diversi strati di cute, di cui l'ultimo inquietantemente lunare, c'è un organo palpitante e passionale. So che senza di esso non potrei vivere, so che egli pompa sangue in ogni dove, ma non sono sicura che anche consigliarmi sia compito suo, ruolo che invece sono certa appartenga alla mia elettrica mente bipolare.
Il senso di questo ragionamento risiede nell'impossibilità, da parte mia, di completarlo.
Il mio spirito è stato dimezzato e la metà mancante è stata asportata e donata a qualcuno a cui io sono destinata ad unirmi. Quando riuscirò a porre rimedio a questa questione, significherà che le due metà sono state riunite. Si può sopravvivere con una sola metà d'anima, ma non si può vivere.
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