Nel mio cuore risuona il suono del senso di colpa.
Le mie mani , algide, non smettono di tremare e agire con estranea esitazione.
I miei sogni vengono disturbati da immagini post apocalittiche e desideri di riappacificazione con il mio animo stesso.
Lo stomaco si contrae provocandomi fitte e brividi fin ora sconosciuti al mio esile corpo.
Infine, le lacrime mi fanno violenza. Lasciano che le richieda per poi non sgorgare.
Così, in loro assenza, la mia unica compagna è la mia stessa follia recondita che pian piano emerge dall'ombra.
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