mercoledì 28 marzo 2012

Se io fossi un vaso, traboccherei di imperfezioni.

Ma loro sono ciechi, loro non riescono a vedere e a vedersi.
La loro attenzione si focalizza su di me, e sul mio lato più severo.
I loro sguardi sono ricchi di intolleranza, superbia e insofferenza verso la mia anima, maltrattata dalla vita, dalla sua posseditrice e da chiunque altro nella terra abbia occhi solo per la sua forzata corazza.
Piango fragilità e rigetto disgusto ma nessuno può vedermi.
Sanguino errori e sbuffo insofferenza ma nessuno può vedermi.
Nessuno può vedermi.
Sono così da sedici anni, sono cieca all'orrore che appaio, dicono le voci nel cerchio.
Non vi è luce a sufficienza in loro, affinché i meandri della mia mente vengano illuminati.
Non vi è luce a sufficienza nel mondo, perché il mio cuore si sciolga dall'odio e cominci a splendere.
Mi chiedono d'amarmi e m'impongono di cambiare.
L'ipocrisia del mondo mi squarcerà in due e allora non mi resterà altro che sperare nell'oblio dei selvaggi.
Nemo.

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